Prove libere di welfare culturale aumentato a Roccaporena

I giovani in prima linea nel processo creativo che durante l’estate ha animato il Borgo

Dal mese di giugno scorso, a Roccaporena sono state avviate una serie di azioni coordinate dalla Partes soc. coop. sociale, inerenti al progetto di Welfare culturale aumentato all’interno dell’intervento generale di rigenerazione culturale e sociale promosso dal Comune di Cascia (PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura, Componente 3 – Cultura 4.0 (M1C3). Misura 2 “Rigenerazione di Piccoli Siti Culturali, Patrimonio Culturale, Religioso e Rurale” investimento 2.1: “Attrattività dei Borghi Storici”, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU).

La finalità è quella di consolidare il Centro per le Arti e la Produzione Socio-Culturale di Roccaporena come un presidio attivo aperto all’innovazione, alla creatività e alla cura del territorio. Il centro fa parte di altre iniziative, tra cui la Falegnameria Sociale – Falegami, nata dal progetto Rockability che, sviluppatosi dal 2019 al 2022 a Roccaporena, ha portato alla creazione dell’Hub Territorintraprendenti.

L’obiettivo specifico del progetto, che ha carattere pluriennale, è quello di rendere effettiva la partecipazione culturale per riscoprire e dare anche inediti significati all’identità dei luoghi e al patrimonio culturale e naturalistico presente.

Un percorso sperimentale, quindi, per comprendere come la creatività, l’immaginazione sociale e i linguaggi creativi e artistici possono contribuire alla cura e alla valorizzazione dei beni comuni, al benessere delle persone, possono inoltre favorire un’azione nuova di conoscenza e di narrazione della realtà e del patrimonio culturale, alimentare differenti percezioni dello spazio e dell’ambiente naturale per una rigenerazione culturale e sociale del borgo di Roccaporena.

L’obiettivo a lungo termine del progetto è quello di coinvolgere attivamente i giovani, in particolare quelli delle Aree Interne e i cosiddetti “care leavers”, gli abitanti e tutti coloro che sono affascinati da questo territorio, al fine di scoprire e dare nuova vita all’identità culturale e naturale dei luoghi. Si tratta di un percorso che esplora il potere della creatività, dell’immaginazione sociale e dei linguaggi artistici nella cura e valorizzazione dei beni comuni e nella promozione del benessere delle persone. Inoltre, tutto ciò può contribuire a raccontare la storia del territorio e del patrimonio culturale in modo originale, creando nuovi modi di percepire lo spazio e l’ambiente circostante attraverso un processo di rigenerazione culturale e sociale del borgo di Roccaporena. In questa prospettiva di partecipazione attiva, tutti sono chiamati a essere protagonisti e i giovani, con le loro attitudini, talenti unici e punti di vista preziosi, possono fare una grande differenza.

Il primo passo del nostro progetto è stato una meravigliosa esperienza che ha dato il via a tutto. A giugno, abbiamo creato un laboratorio di tre giorni in cui il nostro staff, composto da artisti, educatori, animatori del territorio, innovatori sociali, coach e facilitatori, si è riunito per condividere il proprio linguaggio, approccio ed esperienza. Abbiamo esplorato le possibilità e progettato insieme le attività di animazione socio-culturale che sarebbero state realizzate il mese successivo a Roccaporena. Durante il laboratorio, abbiamo avuto la possibilità di integrare le nostre competenze e conoscere esperienze simili grazie agli importanti interventi di Roberta Paltrinieri, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna, e di Chiara Cucca, organizzatrice e curatrice di eventi culturali e teatrali.

Il secondo step è stato il co-housing a Roccaporena dal 9 al 16 luglio, in cui si è composta una comunità articolata di persone tra staff di progetto, giovani provenienti dal territorio e da altre regioni d’Italia, camminatori e altri adulti che hanno manifestato interesse. Collettivamente si è aperto uno spazio di confronto e coinvolgimento che ha permesso in quei giorni di esplorare inedite possibilità di abitare e vivere i luoghi attraverso l’uso e le potenzialità dei linguaggi artistico-creativi e comunicativi, riconducibili in particolare alla musica, all’ascolto profondo dei suoni naturali e alle tecniche di ripresa video.


Le ambientazioni sono state fondamentali: approdare al fiume Corno, ad es., ha permesso di vivere un’esperienza in cui la natura è riuscita a fluire dentro l’interiorità delle persone per diventare immagine e suono. Alcuni spazi dell’Hub Territorintrapendenti a Roccaporena sono diventati laboratori di montaggio di micro-video, così immagini e suoni sono diventati storie, messaggi, significati da condividere.

Un bene culturale, come la chiesa di San Montano, è stata, ad es, lo scenario per la “Conduction”, cioè una tecnica di musica che ha proposto il musicista e compositore Paolo Montella, sostanzialmente accessibile per chiunque e fondata sull’improvvisazione. E’ stata un’occasione per sviluppare una sonorizzazione collettiva che in qualche modo provasse a restituire la bellezza e la profondità dell’ambiente in cui si era. Un’altra opportunità per scoprire e riscoprire la dimensione emozionale e interiore ed aprirsi alla spontaneità dell’essere e dell’esserci, e del gesto che è presenza.

Il Sabato si è vissuta una sorta di prove aperte di comunità in cui si sono condivise con abitanti, camminatori e turisti, alla presenza del Vicesindaco del Comune di Cascia, le risultanze dei laboratori realizzati durante la settimana attraverso la proiezione di micro-video e la realizzazione di una “Conduction” che ha permesso di sviluppare una improvvisazione guidata per la sonorizzare di un video anche questo auto-prodotto durante i laboratori.

L’evento è poi proseguito con due perfomance artistiche: Chorea Vacui di Teatringestazione e Dans la cuisine di Lisa Tonelli e Emeline Marcour.

Il terzo step del percorso progettuale di questo anno ha ulteriormente interessato lo staff di progetto per una valutazione ed un’analisi di quanto si è sperimentato attraverso il co housing estivo. Un importante momento di confronto, quindi, per mettere a valore tutto quello che è accaduto e per cogliere elementi utili per delineare sempre più la struttura e l’articolazione di iniziative e pratiche di welfare culturale partecipato nel territorio di Cascia. Una delle idee è quella di far convergere le varie iniziative in un Festival partecipato, inteso come animazione socio-culturale centrato, ad es., su Roccaporena e luoghi limitrofi come Collegiacone, Ocosce, Capanne di Roccaporena, ecc.., e sul capitale di idee, rappresentazioni, creatività di quanti vorranno vivere in prima persona tale esperienza che non riguarderà solo gli operatori delle arti , dello spettacolo e della cultura.

In tutto questo rimane centrale il ruolo dei giovani che nel Centro delle arti e della produzione socio-culturale potrebbero trovare una serie di opportunità. Si è iniziato ad immaginare la possibilità di programmare e realizzare percorsi di qualificazione e formazione tramite l’attivazione di possibili “officine culturali” per apprendere i linguaggi e le pratiche artistiche e anche altre tipologie di competenze legate al mondo della cultura e dello spettacolo, della produzione e dell’organizzazione partecipata di eventi e manifestazioni, della rigenerazione e valorizzazione dei luoghi.


Ci vediamo al prossimo step!