Prove libere di welfare culturale aumentato a Roccaporena

Scopri il progetto “A Roccaporena si può fare tutti insieme” finanziato dal Programma Europeo del Corpo di Solidarietà.

Durante la primavera del 2022 abbiamo fatto un giro a Roccaporena per sentire le voci della gente del posto. Abbiamo respirato la difficoltà che a volte c’è nel coltivare fiducia verso il futuro e nel sentirsi comunità all’interno di un percorso condiviso, ognuno alle prese prevalentemente con le proprie attività economiche quotidiane. Tuttavia, da parte di molti abitanti, è emersa con forza la voglia di un cambio di passo, soprattutto nell’alimentare relazioni di qualità e riunirsi come una vera comunità. Cercavano eventi, momenti di festa e di dialogo per dare nuova vita e colore al borgo!

Questo è il messaggio che abbiamo raccolto dalle loro parole e da cui è partito il progetto “A Roccaporena si può fare tutti insieme”. Un progetto iniziato a gennaio 2023 grazie al Programma Europeo del Corpo di Solidarietà (ESC) e che ci ha accompagnato per tutto l’anno.

Partire dal desiderio della comunità di Roccaporena è stata la chiave necessaria per attivare un percorso che mettesse insieme benessere, tradizioni, attaccamento al territorio e nuove prospettive.

Abbiamo pensato che il miglioramento della vita di una comunità possa avvenire anche attraverso la costruzione di manufatti, la rigenerazione di luoghi e l’organizzazione di eventi, con il coinvolgimento dei giovani del territorio e di ragazze e ragazzi provenienti da altri contesti e storie di vita.

Il nostro progetto, infatti, è dedicato ai giovani che hanno vissuto lontano dalle famiglie di origine tra i 18 e i 25 anni, i cosiddetti “care leavers“, chiamati qua a fare una esperienza che li ha visti promotori, con crescente consapevolezza, di comportamenti responsabili e sostenibili, di stili di vita sani, di azioni di cambiamento e ripensamento verso se stessi e verso questo territorio che abitavano temporaneamente.

Insieme quindi abbiamo lavorato alla riqualificazione di alcuni spazi come la zona pic-nic e la zona bocce che sono diventate Parco Solidarietà, un luogo accogliente per eventi e relax, allestito una nuova zona per la raccolta differenziata, realizzato una cartellonistica molto creativa per sensibilizzare abitanti e turisti verso l’adozione di semplici pratiche rispettose dell’ambiente e del nostro futuro, ci siamo presi cura del parco sotto la “casa dei ragazzi” e dei sentieri per raggiungere l’Orto del Miracolo e la Grotta d’oro, dove sono spuntati nuovi manufatti.

Gli allestimenti e le migliorie sono stati realizzati prevalentemente in legno grazie alla collaborazione di Falegami – falegnameria sociale e alcuni artigiani, falegnami e architetti che si riconoscono nel collettivo chiamato “Frange Mobili”.

La cosa che dà grande soddisfazione è probabilmente il processo che abbiamo saputo coltivare per arrivare a questi risultati accompagnati dal nostro coach Federico e dallo staff di Territorintraprendenti.


E’ stato fondamentale iniziare con una buona pianificazione degli obiettivi e dei ruoli. Tutti i membri del gruppo promotore dovevano esprimere i propri talenti e impegnarsi nell’apprendere nuove abilità. Con questa spinta durante i mesi più freddi abbiamo organizzato un soggiorno di co-progettazione per realizzare dei sopralluoghi, fare il punto e programmare i successivi passi.
Valutato che c’erano le condizioni necessarie per partire ci siamo concentrati senza deviazioni sull’ immaginazione più concreta di quello che volevamo autocostruire.

E’ stato impegnativo, ma anche molto gratificante capire insieme, confrontandoci un sacco di volte anche in video-call, quale forma avrebbero assunto i nostri allestimenti, i loro possibili utilizzi e cosa avrebbero pensato le persone vedendoli e sperimentandoli.

Poi, aiutati dall’Associazione Agevolando e da Territorintraprendenti, è arrivato il momento di invitare i giovani care leavers sparsi in tutta Italia a partecipare. “Menti e mani creative per la transizione ecologica e la rigenerazione dei luoghi” recitava la chiamata. C’è stata una risposta incredibile.


Quindi tra un preparativo e l’altro, le prime lavorazioni già avviate insieme agli autocostruttori e la condivisione con gli abitanti delle nostre “intenzioni”, ci siamo ritrovati in piena estate a vivere due co-housing intensissimi e inaspettatamente più belli di quello avremmo mai osato immaginare.


Già a Luglio, nel primo soggiorno, è stato chiaro fin da subito che sarebbe stata un’esperienza promettente insieme ai 20 giovani partecipanti arrivati dalla Sardegna, dalla Sicilia e da tante altre regioni.
Tutti in “stazione” abbiamo iniziato ad intrecciare i fili delle nostre aspettative, personalità e bisogni.
Eravamo carichissimi e con la voglia giusta di metterci in gioco, di fare gruppo, conoscerci e accoglierci reciprocamente, trovando ognuno il proprio modo di abitare, durante quei giorni, il borgo di Roccaporena.


Il nostro co-housing è proseguito alla grande tra l’esplorazione dei cantieri, i primi apprendimenti in falegnameria, le “fresche” acque del fiume Corno, connessi più che mai con i luoghi, con lo spirito del progetto e orientati a scoprire insieme nuove suggestioni e proposte.

Le giornate si sono susseguite ad un ritmo incalzante presi dalle varie attività come quella volta in cui un gruppo era nel cantiere all’aperto, insieme a Luca e Mael, gli autocostruttori, in modalità falegnameria mobile, alle prese con gli allestimenti dell’area pic-nic/ campo da bocce. Intorno e sopra al rimorchio prendevano vita e forma i manufatti co-progettati. Un altro gruppo, con Giannermete e Susanna, camminava sull’altopiano osservando le fioriture, gli insetti, le tane degli animali, le forme delle radici e dei fusti degli alberi. In sosta su un prato, dopo aver letto una storia dal libro di Silvia Vecchini “I bambini si rompono facilmente”, ognuno si è lasciato andare a racconti e riflessioni sulla propria vita. Un momento di grande pienezza. Un terzo gruppo, insieme ad Eugenio e Raffaella, nell’open space della falegnameria era impegnatissimo e concentratissimo nella realizzazione dei giochi giganti.


In questo divenire di lavorazioni, confronti, emozioni e slanci immaginifici abbiamo iniziato a costruire un pezzetto di futuro del nostro Borgo.

“Fare co-housing” è stato soprattutto dare spazio e tempo alla condivisione dei pensieri, delle esperienze e dei vissuti, è stato trovare l’uno con l’altro le parole per raccontare anche le parti più delicate di noi stessi.
Ognuno ha lasciato la propria impronta trasformativa, ognuno lasciato qualcosa che qualcun altro ha ripreso.


Sono stati dei “cantieri felici” quelli da cui sono nati “Parco Solidarietà” e gli altri luoghi rigenerati, che già alla prima inaugurazione, anche se non perfettamente ultimati hanno riscosso gli apprezzamenti di famiglie e abitanti.

Dopo una breve pausa, a fine Agosto ci siamo ritrovati nel bel mezzo del secondo co-housing, con un gruppo ricco di entusiasmo quanto il precedente (alcuni avevano deciso di ripetere l’esperienza, altri ragazzi e ragazze erano nuovi) e l’attività di rigenerazione del Borgo di Roccaporena si è arricchita di nuovi allestimenti e proposte d’animazione.

Dopo aver inaugurato, infatti a fine Luglio, Parco Solidarietà, fruibile da abitanti e turisti , allestito con panche, tavoli e giochi in formato gigante rigorosamente creati nella nostra falegnameria sociale, abbiamo concentrato la nostra attenzione sull’autocostruzione di manufatti per la sostenibilità ambientale e sui significati che per noi era importante trasmettere per sensibilizzare la comunità locale e gli “attraversatori” di ogni tipo ad un approccio consapevole orientato al rispetto dell’ambiente e del futuro delle giovani generazioni.

Siamo ancora una volta entrati in contatto profondo con la natura, vivendo esperienze nel bosco, nei sentieri, in prossimità del fiume, nelle varie ore del giorno e della notte, condividendo a pieno le nostre emozioni.

Sempre operativi in cantieri abbiamo portato avanti le attività. Chi si trovava nel giardino sotto la “casa dei ragazzi e delle ragazze” per la manutenzione delle panchine. Chi stava in falegnameria a costruire non dei semplici cestini ma delle vere e proprie postazioni per la differenziata da collocare in alcuni dei luoghi del Borgo che hanno maggior bisogno di cura e attenzione. Chi lavora sui linguaggi e sui messaggi per rilanciare un approccio alla sostenibilità ambientale consapevole, responsabile e fattivo.

E’ stato in questo momento che, dalla creatività, sensibilità e crescente consapevolezza del gruppo, hanno preso forma Blum, Rokko e Pacillo, tre personaggi, solo apparentemente buffi, che, con voluta leggerezza, attirano l’attenzione sul tema dei rifiuti e del loro impatto con l’obiettivo di riportare chi legge a buoni comportamenti e meno superficiali.


Nulla è scontato infatti, nemmeno in un piccolo borgo immerso nella natura come quello di Roccaporena, nel quale, durante i flussi maggiori ci si ritrova invasi, in ogni angolo, da rifiuti di ogni genere.


La sostenibilita’ ambientale è una delle priorità dei progetti del Corpo Europeo di Solidarietà, per contribuire al Green Deal Europeo, la strategia dell’UE per conseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 (impegno assunto nel quadro dell’accordo di Parigi).


I luoghi rigenerarti sono diventati anche lo scenario in cui ci siamo sperimentati nella promozione di ulteriori iniziative. Tra le proposte in ballo c’erano un evento musicale e il cinema sotto le stelle, e siccome ogni nuova idea era la benvenuta alla fine abbiamo proprio realizzato tutto.
Domenica 27 Agosto abbiamo accolto la comunità locale con giochi e musica, abbiamo gustato insieme un ricco apericena e ci siamo goduti la visione di due film, al fresco nel parco rigenerato.
Il primo, ” La tartaruga rossa”, particolarmente consigliato alle famiglie e ai bambini (di tutte le età), era un film d’animazione, candidato al Premio Oscar nel 2017, “una favola semplice, pura” come la recensisce Variety.
Poi “Un divano a Tunisi” “un film sulla permanenza dei legami nonostante il tempo e la distanza fisica.
Per l’occasione il parco, oltre ai nostri manufatti, è stato allestito con le sedute, colorate e creative, autocostruite dal collettivo di Frange Mobili, che ha proposto di portare a Roccaporena l’ultima tappa “off” del Frappp Festival.


Ci trovavamo al Parco Solidarietà, che in quel momento, per noi, era il parco più bello del mondo, perché eravamo tutti insieme, i nostri giovani “rigeneratori e autocostruttori”, i ragazzi e le ragazze di Frange, le famiglie e gli abitanti, a gustarci una serata di musica e cinema sotto le stelle e a condividere il senso più profondo di questa nostra esperienza, ritrovandoci come comunità.


Come ci sollecita Franco Arminio “bisogna arieggiare il paese portando gente nuova, il paese deve essere un continuo impasto di intimità e distanza…bisogna agitare le acque, ci vuole una comunità ruscello”.


Non è stato né facile né scontato doverci salutare dopo aver vissuto un’esperienza così piena, il nostro coach usava il motto “Territori intraprendenti con giovani sorprendenti!”, e quando ci siamo ritrovati in autunno in video-call per l’incontro di valutazione risuonavamo vive parole ed emozioni.


Abbiamo anche realizzato video, dove alcune delle immagini di questa estate, catturate dallo sguardo sensibile di Ralph, sono accompagnate dalle parole con cui i partecipanti hanno raccontato le sensazioni e le riflessioni che ancora si portano dentro: speranza, desideri, rinascere, accoglienza, vitalità, divertimento, sole, sviluppo, tranquillità, esperienza significativa, motivazione, cura, freschezza, crescita, complicità, creatività, gioia, curiosità, connessione, felicità, amicizia, sicurezza, sorpresa, rivincita, voglia di ritornare.

E proprio con “sorpresa, rivincita e voglia di ritornare” vogliamo invitare tutti a venirci a trovare nel borgo di Roccaporena perché dalla prossima primavera gli allestimenti, temporaneamente messi al riparo dalle intemperie invernali, saranno riposizionati e soprattutto perché c’è ancora molto da fare tutti insieme!!